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Paragrafo 5 . La rapida ascesa del nazismo in Germania.

     
In  Germania  il collasso dell'economia, determinato dalla  crisi  del
1929,  acceler  il  logoramento del sistemo politico,  che  port  al
crollo  definitivo  della  repubblica di Weimar  (vedi  capitolo  Tre,
paragrafo 2 e 3) e alla instaurazione del regime nazista.
     Nell'aprile  del  1930,  caduto il governo del  socialdemocratico
Hermann   Mller  a  causa  della  rottura  tra  socialdemocratici   e
conservatori,  il  presidente  della repubblica,  il  maresciallo  von
Hindenburg,   scavalcando  autoritariamente  il   parlamento,   nomin
cancelliere Heinrich Brning, capo del centro cattolico, che form  un
governo  composto  dalle sole forze conservatrici. Nel  settembre  del
1930,  in  un clima di grave tensione sociale, si svolsero le elezioni
per  il  Reichstag: moderati e conservatori risultarono indeboliti;  i
comunisti  passarono da 54 a 77 seggi e i nazisti, che ne avevano  12,
ne   ottennero  ben  107,  diventando  il  secondo  partito   dopo   i
socialdemocratici.
     Inizi  cos la rapida ascesa del partito nazista, resa possibile
dalla  crisi  economica,  dai  contrasti  sociali,  dalla  instabilit
politica  e  da  vari  altri fattori, che favorirono  una  sempre  pi
massiccia  adesione  al  programma  di  Hitler  (vedi  capitolo   Tre,
paragrafo  4).  Questo  appariva in grado  di  soddisfare  aspirazioni
diffuse in tutte le classi sociali; il suo fine era la rinascita della
nazione tedesca, per ottenere la quale era indicata come necessaria la
realizzazione di un regime i
     
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     cui    fondamenti    fossero:    il   completo    assoggettamento
dell'individuo allo stato, l'assenza di conflitti interni, il rispetto
per  le gerarchie politiche e sociali, il consolidamento della potenza
militare e la purezza della razza. Terminata questa rifondazione della
societ  e dello stato, il popolo germanico avrebbe dovuto riaffermare
la  superiorit  della razza ariana, imponendo la  propria  supremazia
sugli  altri popoli, ed occupare lo "spazio vitale" per il suo destino
di  razza  dominatrice,  espandendosi preferibilmente  verso  l'Europa
orientale.
     Ostacoli  da  eliminare per l'attuazione di tale programma  erano
considerati il comunismo (perch sostenitore della lotta di  classe  e
dell'internazionalismo  e, pertanto, causa di corruzione  delle  masse
lavoratrici e grave minaccia per l'ordine interno e per la compattezza
nazionale), il sistema politico liberale e democratico (perch  basato
sulla partecipazione e sulla competizione politica, cause di disordine
e  corruzione)  e  soprattutto gli ebrei, ritenuti responsabili  della
crisi economica, del decadimento generale della nazione tedesca, oltre
che  della  nascita  e  della diffusione sia del liberalismo  che  del
marxismo.
     Sul  piano  economico, allo scopo anche di ottenere  un  consenso
pi  ampio  possibile, il programma nazista sottolineava  l'importanza
della  libert d'iniziativa e della propriet privata, riconosceva  la
funzione sociale del capitale impiegato nelle imprese e distingueva il
capitalismo  nazionale da quello internazionale, che  era  considerato
uno dei principali soggetti della "congiura ebraica" contro la nazione
tedesca.
     La   diffusione  del  programma  nazista  fu  sostenuta  da   una
massiccia   opera   di   propaganda  e  da   sistematiche   iniziative
intimidatorie  e  terroristiche da parte delle formazioni  armate  del
partito,  le SA (Sturmabteilungen, reparti d'assalto) e le SS (Schutz-
Staffeln, pattuglie di protezione).
     Il  clamoroso  successo  del  nazismo  fu  favorito  anche  dalla
debolezza  strutturale della repubblica di Weimar. Sul piano politico-
istituzionale determinante era la permanenza di aspetti  tipici  della
Germania bismarckiana (l'autoritarismo del cancelliere, che scavalcava
il  parlamento, e una burocrazia tecnica ed amministrativa proveniente
ancora dalla vecchia aristocrazia), che escludevano la borghesia dalla
gestione  diretta  del  potere politico e  la  rendevano  teoricamente
disponibile ad affidarsi a chiunque le promettesse prestigio economico
e  sociale. La ripresa economica poi, legata ai capitali statunitensi,
non  aveva  risolto  i  problemi  di  fondo  ed  aveva  accentuato  la
concentrazione della ricchezza e dell'attivit produttiva  nelle  mani
di pochi magnati della finanza e dei grandi imprenditori.
     Nella  cultura  tedesca  infine erano  da  tempo  presenti  idee,
teorie  e  valori,  che,  in  alcuni casi sottoposti  ad  un'opera  di
mistificazione  e  di  strumentalizzazione,  costituivano  un  terreno
fertile  per la diffusione del nazismo. Gi agli inizi dell'Ottocento,
alla  rivalutazione delle tradizioni nazionali si era affiancata,  con
il  filosofo  Johann Gottlieb Fichte, l'idea della superiorit  morale
della  nazione  tedesca.  Il nazionalismo di  fine  secolo  aveva  poi
assunto  un  atteggiamento decisamente aggressivo,  antidemocratico  e
razzista.  Significativo    il fatto che avessero  allora  incontrato
grande successo le opere del musicista Richard Wagner, che esaltava  i
miti  e  le  leggende  della  Germania preromana,  e  il  libro  dello
scrittore  tedesco  di origine inglese Houston Stewart  Chamberlain  I
fondamenti  del  diciannovesimo secolo, in cui  si  affermava  che  il
popolo  tedesco, in quanto erede della razza ariana, era  destinato  a
dominare il
     
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     mondo.  A  sostegno di tali tesi vennero strumentalizzate  alcune
idee  del filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche, in particolare
quella  del  "superuomo" capace di affermare la  propria  "volont  di
potenza"  al  di  fuori  degli schemi imposti  dalla  morale  e  dalla
religione tradizionali.
     Favorito da tutte queste circostanze, il nazismo ebbe una  sempre
pi  ampia diffusione sociale: vi aderirono le masse popolari, colpite
dalla   disoccupazione  e  deluse  dal  socialismo,  il  ceto   medio,
impoverito   dall'inflazione  e  preoccupato  per  la   crescita   del
comunismo, e il grande capitalismo agrario, industriale e finanziario,
che  lo consider uno strumento utile per combattere efficacemente  il
comunismo e ripristinare l'ordine sociale.
